Ed il Nuovo Monitore Napoletano festeggia il suo secondo anno di rifondazione

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Editoriale del Direttore Responsabile Antonella Orefice

“La speranza ed il coraggio di pochi lasciano tracce indelebili”, scrisse Giambattista Vico, tracce che nessuna distorsione storica potrà mai cancellare, diremo noi oggi, fieri di sentirci testimoni  e prosecutori di quel cammino di luce quale è stato il 1799 a Napoli e nelle province.

Il 5 dicembre sono due anni che abbiamo rifondato il Nuovo Monitore Napoletano,  unendo le nostre forze per offrire a chi ha sete di sapere, la storia dei fatti e dei protagonisti di quel tempo. E da allora  lavoriamo sempre con immutata passione, perché chi opera per la verità nulla teme, anzi, più è avversato e più si fortifica.

La nostra impagabile soddisfazione è sapere che chi ama la storia vera, apprezza la dedizione con cui da due anni stiamo portando avanti questa testata giornalistica dal nome glorioso, dando ampio respiro a  quella storia che sentiamo appartenere a tutti noi.

La difendiamo, la ricordiamo e la doniamo  anche a  coloro che forse ancora “non sanno” di quella Repubblica che nel 1799 ci rese esempio di lungimiranza e di rare virtù agli occhi di tutta l’Europa.

“Primati” umani, di ingegno e cultura vera, e non gonfiature ridicole appartenute soli ai detentori del potere.

Due anni di costante impegno, dunque, due anni che potrebbero sembrare pochi per fare bilanci, ma tanti se si considera che il Monitore Napoletano del 1799 durò appena sei mesi.

Noi siamo ancora qua e continueremo ad esserci, perché oggi più di ieri ci sentiamo investiti da quel dovere morale verso la storia e la nostra terra infestata da mali secolari, che oggi più di ieri infettano quei poveri ignavi in cerca di qualcosa in cui credere.

Non siamo abituati ad esprimerci attraverso  feste di piazza,  parate folkloristiche o  sermoni  arruffapopoli, né ci impressionano. Non vendiamo i nostri libri sulle bancarelle  o a colpi di slogan, né approfittiamo di qualsiasi occasione sociale per sbucare inopportuni  in cerca di visibilità.

Tantomeno perdiamo tempo in critiche sterili verso chi continua a mettere sulla bilancia della giustizia storica sacchi di mele marce vendendole per primizie.

Il nostro team è composto da persone serie che con onestà intellettuale insegnano da anni nelle Università e nei Licei di tutta Italia, che scrivono per testate nazionali, che operano in campo scientifico, legale. Non abbiamo nel nostro organico storici improvvisati, strilloni e sobillatori, pronti ad intrufolarsi sguaiatamente per gettare disordine e fumo negli occhi.

Non confondiamo la storia con il calcio allo scopo di alimentare dell’immondo odio razzista tra il Nord ed il Sud dell’Italia. Noi ci sentiamo fieramente italiani ed abbiamo rispetto per chi ha sacrificato la vita per la patria. Aborriamo ogni forma di separatismo, siamo per l’Uguaglianza. La corsa ai primati appartiene a chi decanta ridicole ed inesistenti mitologie e deplorevoli fanatismi a proprio uso e consumo.

Noi vivifichiamo la memoria dei martiri della libertà, non operiamo per la redenzione di deplorevoli carnefici dalle teste coronate ed i loro  laidi venduti  malfattori.

Siamo infinitamente grati a tutti i nostri lettori che apprezzano il nostro lavoro e  ci esprimono solidarietà e gratitudine. In soli due anni abbiamo ricevuto tante richieste per convegni,  patrocini, riconoscimenti di Enti Culturali Nazionali,  preziose collaborazioni e scambi di informazioni con tantissimi discendenti dei repubblicani del 1799 e patrioti del Risorgimento. Traguardi davvero impensabili fino a due anni fa e che oggi ci rendono a dir poco fieri di quanto stiamo facendo.

In qualità di direttore e rifondatrice di questa testata  sono profondamente grata al mio instancabile team, a tutti coloro che ci leggono ed anche a coloro che ci avversano. In fondo questo ci fa capire quanto la verità possa far male, specie a chi sta tentando una vergognosa manipolazione della storia, approfittando dell’ignoranza dei “deboli di mente e digiuni di cultura”.

Una mente sana, forte e preparata non può che riderne di un fantomatico “vento di cambiamento”  che potrà giusto smuovere le piume di un’oca, un po’ di polvere ed un mucchietto di foglie rinsecchite.

Ci vuole ben altro per scatenare tempeste… 

Eleonora Vive!

 

 

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