Solidarietà assoluta ed incondizionata ad Antonella Orefice dall'Istituto per la Storia del Risorgimento
Chiedo scusa se approfitto della Vostra ospitalità, poche righe peraltro, per esprimere solidarietà assoluta ed incondizionata alla Signora Orefice per gli ignobili e volgari attacchi che ha dovuto subire a causa delle sue ricerche storiche. A che punto siamo arrivati, a che punto di villania, di intolleranza, di ignoranza... Ad un libro che non ci piace, si risponde con un altro libro, non certo con gli insulti! La Dr. Orefice si è comportata fin troppo signorilmente nelle sue risposte. Il fatto è che è difficile ignorare certa gente con la scusa di "non dargli importanza"; questa gente dispone di case editrici, di giornali, ha molta risonanza sui mezzi di comunicazione (sarebbe interessante vedere da dove proviene in tempi di crisi tanta disponibilità di denaro...) e le loro chiacchiere trovano maggiore eco degli studi compiuti da storici seri. Premesso ritengo sia dovere di ogni storico essere "revisionista", nel senso che se nuovi documenti vengono alla luce o se si impongono nuove interpretazioni di documenti già noti, allora è necessario rivedere le proprie posizioni, io non l'ho mai negato; un conto, però, è il revisionismo, altra cosa è il voler far passare il bianco per nero... I Borboni erano sovrani saggi e illuminati, i briganti gentiluomini usciti dai migliori Collegi di Eton, il benessere che si godeva nel Regno delle Due Sicilie non si godeva in nessun'altra parte d'Europa... E' proprio vero che una menzogna ripetuta tante volte diventa una verità come avrebbe detto il famigerato Dr. Goebbels...
Il quale avrebbe anche detto che quando sentiva parlare di cultura provava l'irresistibile desiderio di mettere mano alla pistola... Non so a cosa di preciso si riferisse... forse il suo segretario gli aveva dato da leggere le corbellerie dei "neoborbonici"... Un cordiale saluto
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