Termoli e Casacalenda nel 1799 - Stragi dimenticate

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Antonella Orefice - Termoli e Casacalenda nel 1799 – stragi dimenticate - con interventi di Luigi Pruneti e Mario Zarrelli (Arte Tipografica Editrice, Napoli 2013  p. 101 € 12.00)

Ancora due manoscritti inediti riemergono dalla polvere degli archivi grazie al certosino lavoro della storica napoletana Antonella Orefice, direttrice del Nuovo Monitore Napoletano.

Ancora un parterre di eccezione al suo fianco: Luigi Pruneti, storico e Gran Maestro della Loggia dei Liberi Muratori d’Italia, e Mario Zarrelli, noto avvocato del foro di Napoli.

Il ritrovamento dei manoscritti, provenienti dal fondo D’Ayala nell’archivio della Società Napoletana di Storia Patria, risale al 2011.

Quest’ultima  pubblicazione rappresenta un prosieguo ai lavori già pubblicati dalla ricercatrice sulle carte possedute da  Mariano D'Ayala:

Gli ultimi giorni di Gioacchino Murat: dalla cattura all’esecuzione. Cronaca degli avvenimenti da un manoscritto del 1838, in Archivio Storico per le province napoletane. Società Napoletana di Storia Patria, Vol. CXXIX, Napoli, 2011 e  Mariano D'Ayala - Il Pantheon dei Martiri del 1799 - Prefaz. Henry J. Woodcock - Isitituto Italiano per gli Studi Filosofici Press, Napoli 2012.

Narrando delle vicende che sconvolsero due province molisane, Termoli e Casacalenda del febbraio del 1799, in cui persero la vita, tra gli altri, i giovanissimi fratelli Brigida ed il giudice Domenico De Gennaro, dai manoscritti emerge una cronaca dettagliata delle stragi compiute dalle orde sanfediste organizzate, su ordine di Ferdinando IV di Borbone, dal cardinale Fabrizio Ruffo.

E’ la dura risposta di Antonella Orefice a tanto revisionismo storico d’accatto che tuttologi e storici improvvisati stanno proponendo a più riprese negli ultimi tempi, manipolando verità inconfutabili al mero scopo di personali velleità politiche. E’ la dura risposta ribadita dallo storico Luigi Pruneti nel suo lucido intervento.

Un faccia a faccia tra verità e menzogne, affermazioni senza fondamento e documenti riprodotti dagli originali.

I manoscritti, a firma di Teodosio Campolieti e P. Giuseppe La Macchia sono stati riprodotti in anastatica, proprio per dimostrare l’autenticità dei fatti narrati dai testimoni ed autori dei documenti.

“E’ un libro piccolo ma che lascia il segno”. Così lo ha definito l’avvocato Mario Zarrelli che con il suo intervento ha arricchito l’opera di una lettura giuridica, ma anche umana, motivando l’origine del tono indignato con cui Antonella Orefice introduce l’opera.

Parole dure, ma doverose, in risposta ed a difesa della verità storica. Appena 100 pagine, incisive e tuonanti che rispondo a fiumi di parole gonfiate e senza fondamento, atte a riabilitare una monarchia dispotica e reazionaria che nel 1799 insanguinò il sud dell'Italia, privandolo di menti eccelse e lungimiranti.

“- Forsan et haec olim meminisse iuvabit” (E forse un giorno sarà un bene ricordare tutto questo).

Chi cerca la verità e lavora per restituire luce e giustizia a quegli innocenti morti per mano del carnefice, porta nel cuore queste ultime parole pronunciate sul patibolo da Eleonora de Fonseca Pimentel Fonseca.

Chi ama la libertà non può non sentirsi avverso a quella monarchia dispotica, e profondamente indignato di fronte a certe affermazioni prive di fondamento, che mirano a svilire fatti e protagonisti di quel nostro glorioso pezzetto di storia che fece eco in tutta l’Europa. Altro che traditori del Regno!

I martiri della libertà del 1799 sono stati eroi che meriterebbero un monumento nel cuore di tutti coloro che amano Napoli, terra natia di menti eccelse e rare.

Nessun perdono per gli assassini, ma la sola ed esclusiva intenzione di restituire alla nostra storia patria un ulteriore pezzetto di verità, in risposta all’ondata controrivoluzionaria che tende a relegare i sei mesi delle Repubblica Napoletana ad un dissacrante quanto vergognoso oblio.-” [Antonella Orefice - Termoli e Casacalenda nel 1799 – stragi dimenticate - cit. p. 24]

 


 

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