Manifestazione in sostegno dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici

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Era necessario che le fiamme distruggessero un polo scientifico di rilevanza europea affinchè fosse chiaro in quali condizioni il "blocco sociale" di nittiana memoria abbia ridotto la città di Napoli, e a quale irreversibile decadenza si andrà incontro se esso non sarà prontamente fermato.

Salva la buona fede di quanti hanno pubblicamente assunto su di sé il compito di promuovere la rinascita della Città della Scienza e di tutelare gli altri enti culturali napoletani dall'incerto destino, la reale gravità di simili episodi non può essere misurata, in maniera esclusiva, dal livello di distruzione materiale poichè essa non é altro che l'ultimo, tangibile, evento di un processo storico ben più antico e pericoloso.

Dare alle fiamme un simbolo della cultura scientifica italiana; permettere che libri di inestimabile valore siano oggetto di ladrocinio; lasciare che migliaia di esemplari dei Classici del Pensiero giacciano in un anonimo capannone della provincia napoletana arrestando la ricerca di decine di ricercatori, sono atti la cui commissione é resa possibile non dalla noncuranza, nei suoi autori, verso le ipotetiche e comunque tardive ripercussioni giudiziarie, bensì dalla sicurezza, negli stessi, di agire contro un popolo dalla coscienza completamente intorpidita. In una società dai valori civili ben saldi, infatti, la paura della reazione generale che, naturalmente, scaturirebbe da simili gesti, basterebbe ad atterrirne i mandanti e ad evitarne, quindi, la venuta in essere.

A Napoli ciò non accade, e ciò perchè la preoccupazione verso la volgare contingenza é riuscita ad impadronirsi quasi interamente anche di quelle forze che, sebbene positive in sé, rimangono inattive in quanto divise e disorganizzate, incapaci di dimostrarsi degne della loro responsabilità derivante dalla propria Storia.

Responsabilità cui bisogna appellarsi soprattutto quando, ad essere in pericolo, sono quegli enti culturali che perpetrano quella sacra missione di difendere la Cultura, di difendere, cioé, quel valore che, solo, é  sempre riuscito ad unire un intero popolo e a vanificare le diverse spinte oscurantiste che si sono succedute durante gli ultimi secoli.

Proprio perchè non é possibile accettare di soccombere a tali forze reazionarie, sabato 16 marzo, in Piazza del Gesù Nuovo, alle ore 10.00 é stata indetta una manifestazione in sostegno dell' Istituto Italiano per gli Studi Filosofici che culminerà con un convegno, alle ore 11.00, presso la sede dell'Istituto, Palazzo Serra di Cassano, per discutere delle condizioni di questo ente, e per dimostrare che, nonostante tutto, i napoletani sono ancora degni del loro passato e capaci, quindi, di affrontare il futuro.

 

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