Processi celebri a Castel Capuano
L'associazione "Lo sguardo che trasforma" e la cooperativa Sire, col patrocinio del Comune di Napoli, realizzano a Castel Capuano una rassegna di teatro con lavori variamente ispirati alla storia della città, della giustizia e del luogo stesso; l'iniziativa è un'occasione per promuovere la riscoperta dell'importante monumento cittadino, pensata in collaborazione con la sopraintendenza.
La rassegna è partita giovedì 7 febbraio col processo ad Oscar Wilde, interpretato da Roberto Azzurro e Pietro Pignatelli, che mette in scena gli atti autentici della clamorosa vicenda giudiziaria che costò a Wilde tre anni di detenzione. Dopo la triste esperienza nel carcere di Reading lo scrittore irlandese si trasferì per alcuni mesi in una villa a Posillipo.
La rassegna proseguirà con una visita teatralizzata del castello intrecciata fra storia e leggenda, con la regia di Guido Liotti. A metà febbraio lo spettacolo "All'ombra della Vicaria" riproporrà la storia dei moti napoletani del '48 nella ricostruzione teatrale di Cinzia Mirabella.
|
Pubblicazioni mensiliNuovo Monitore Napoletano N.205 Gennaio 2026
Miscellanea Letteratura, Storia e FilosofiaGoffredo Fofi, l’intellettuale totale Campate felici! Il diritto alla felicità nella Costituzione còrsa del 1755 Pasquale Paoli e l’illuminismo napoletano I legami storici e culturali di Dracula con Napoli e l’Italia meridionale
Libere Riflessioni Napoli Capitale Europea dello Sport 2026 Chavismo, lezione n.1: Chávez non era un indovino Polemiche inutili sul presidenzialismo Putin e la ricostruzione della grande Russia
Filosofia della Scienza Gli scienziati e il potere politico
Cultura della legalità Riforma della Corte dei Conti: tra accelerazione amministrativa e rischio di minori controlli Vittime innocenti. Gennaio 1946-2014
Statistiche
La registrazione degli utenti è riservata esclusivamente ai collaboratori interni.Abbiamo 378 visitatori e nessun utente online |



Eretto in epoca normanna, intorno al 1150, Castel Capuano fu per diversi secoli residenza reale e poi, fin dal primo Cinquecento, palazzo di giustizia della città. Pochi cittadini ne conoscono oggi le magnifiche sale decorate e i soffitti affrescati.