Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Il Mattino di Napoli, la storia

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Il Mattino di Napoli è il maggiore quotidiano della città e del Mezzogiorno, uno dei più importanti d'Italia. Anche la sua versione internet è tra le più seguite in Italia e fuori d'Italia.

Esso ha fatto e fa opinione pubblica, quindi incide per la sua parte sulla qualità della vita civile napoletana e meridionale, nel bene e nel male.

Conoscerlo sempre più con lucido sguardo è prezioso per capire qualche aspetto del problema Napoli, della questione meridionale, che durano ancora amaramente, spesso tragicamente.

Nato nel 1892 (il primo numero uscì il 16 marzo) ad opera dei noti giornalisti legatissimi a Napoli l'abruzzese Edoardo Scarfoglio (1860-1917) e Matilde Serao (1856-1927, scrittrice e giornalista, prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, figlia dell'esule antiborbonico in Grecia, Francesco), il giornale è stato una delle tante voci libere nell'Italia unita liberale e costituzionale risorgimentale nei suoi slanci tra fine secolo e la prima guerra mondiale, che vide l'Italia, pur con tanti suoi problemi non risolti, divenire una delle potenze politiche ed economiche più grandi del mondo.

Scarfoglio e Serao avevano operato, si erano conosciuti, si erano sposati, avevano fondato un giornale a Roma.

Il loro giornale'Corriere di Roma' finì in crisi e furono aiutati da un banchiere livornese residente a Napoli, Matteo Schilizzi, proprietario del giornale "Corriere del Mattino".

 

Trasferitisi a Napoli a fine 1887, fecero uscire dall'unione dei due giornali il 1 gennaio 1888 il 'Corriere di Napoli', che durò fino al 1892, quando nacque il nuovo quotidiano destinato a durare fino ad oggi

Per l'influsso specialmente di Scarfoglio il primo 'Il Mattino' si caratterizzò per il polemismo,  qualche grave autocensura, sospetti di collegamenti equivoci con l'amministrazione comunale Summonte,  come fece notare l'inchiesta parlamentare del 1900 presieduta dal senatore Saredo, che indagava a tutto campo sulle equivoche spese pubbliche napoletane e sulla ragnatela di interessi, spesso camorristici.

Per la sua visione più pacata, meno polemista, la Serao uscì dal giornale e dalla vita di Scarfoglio, legandosi a Giuseppe Natale, fondando un suo giornale nel 1903, 'Il Giorno', e scrivendo con rara fedeltà alla sua vocazione fino alla morte nel 1927 per infarto, mentre scriveva un articolo.

Serao fu definita da Carducci"la più forte prosatrice d'Italia".

'Il Mattino' fu interventista in occasione della prima guerra mondiale. Durante il fascismo 'Il Mattino' fu una delle voci così appiattite sul regime totalitario che ne fu impedita con la Liberazione la ripresa per le norme e il clima dell'epurazione.

Solo nel 1950 ne fu decisa la pubblicazione da un accordo tra il Banco di Napoli e la Democrazia Cristiana, espressione quindi di precisi interessi economici, politici, religiosi.

Il rilancio, la direzione fu affidata ad uno dei personaggi della carta stampata più trasformisti della storia d'Italia, che ne diede l'impronta di fondo (accorta, opportunistica, attentissima agli equilibri di potere nazionali e locali, per la difesa di ben precisi, articolati interessi consolidati),  essendo rimasto alla guida di esso fino al 1965: il genovese Giovanni Ansaldo (1895-1969).

Prima liberale antifascista, collaboratore di Gobetti, fino a conoscere il carcere, poi divenuto fascistissimo, fino a divenire uno dei giornalisti di punta del regime, direttore del giornale 'Il Telegrafo', di Livorno, di proprietà di Galeazzo Ciano, consigliere e protetto dello stesso, che era genero di Mussolini, amico del Duce, volontario fascista di guerra in Libia, uno dei maggiori commentatori radiofonici del regime fino alla caduta del fascismo.

Da lucido, disincantato, opportunista osservatore della situazione storico-politica, non seguì Mussolini e Ciano, ormai destinati alla tragica sconfitta, e passò a Badoglio, conoscendo la cattura tedesca e la prigionia in Germania.

Ma questo non servì a fargli evitare il processo di collaborazionismo fascista, la condanna, scontata solo in parte per l'amnistia Togliatti.

Nel ritiro della sua comoda villa di Pescia in provincia di Pistoia collaborò per imprese editoriali con editori come Garzanti e sopratutto il romagnolo Leo Longanesi, anche per la nascita di 'Il Borghese', espressione di una destra borghese formalmente anticonformista, ma sostanzialmente scettica e disincantata, critica della democrazia repubblicana, assolutamente insensibile alla crescita di un popolo libero, fiero e dignitoso,ritenuto incapace di uscire dalla sua storica condizione di plebe, quindi da stordire e controllare soltanto, specialmente con lo sport, in primis il calcio, sostanzialmente estranea ad una visione severa, autocritica, responsabile della complessa e anche tragica storia d'Italia.

Oggi 'Il Mattino' è di proprietà del gruppo Caltagirone, che possiede anche 'Il Messaggero" della Capitale, ed è diretto attualmente dal pugliese Alessandro Barbano, successore del siciliano Cusenza, passato a dirigere il quotidiano romano.

 

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